Conversazioni con l’Io: storie di evoluzione su vari piani

Conversazioni con l'io

Mi sono chiesto se e come parlare di alcune esperienze di vita che stanno capitando in questo percorso che ho intrapreso da qualche anno. A dire il vero non è qualche anno, forse da sempre con alti e bassi in funzione di quanto il fardello che sentivo fosse pesante o leggero.

Ci provo, i post che arriveranno in questa sezione del sito del centro raccontano di cose che sono successe senza nessun filtro. Non tanto per parlare di spiritualità e affermare che una filosofia è più “vera” di un’altra, ma per parlare di cose che sono successe durante situazioni accadute e che mi hanno messo davanti al fatto che qualcosa di più grande conduce le nostre vite.

Le storie di vita

Niente di quello che leggerai fa riferimento a qualche dogma, ma al fatto che tutti noi viviamo una vita che ci siamo scelti e che alla fine della situazione che si è creata tutto torna. Come se la vita che stiamo conducendo rimane comunque un patto che abbiamo fatto tra noi, un noi stessi più alto e sottile di quello che possiamo toccare e percepire, e la rispettiva parte sottile di quello che abbiamo attorno.

Mi assumo la responsabilità di dire che ho avuto il privilegio di essere presente a qualche miracolo, e alle decisioni “nascoste” di noi stessi per arrivare a conclusione di un processo. Molte delle situazioni che leggerai parleranno di un percorso che porta alla fine della vita, forse è questo il mio compito, accompagnare qualcuno al passaggio, qualcosa che sto scoprendo molto facile per le le mie capacità. Altre raccontano il passaggio dalla morte alla vita. Altre ancora tracceranno un cambiamento.

Verrà raccontata una storia esattamente come viene vissuta, con lo spirito di qualcuno che segue quello che sente e alla fine un’intuizione diviene l’essere parte di un flusso di informazioni sottili che rivelano quello che realmente succede alle “anime” con le quali sono entrato in contatto.

Anima e corpo?

Uno è il guidatore dell’altro, immagina il tuo corpo come la vettura: che guidi e che ha due scopi, permetterti di percorrere la tua strada di vita, fare le tue esperienze, acquisire pezzi di coscienza nuovi e che hai scelto man mano che se andato avanti. Il tuo corpo reagisce in funzione delle proprie esperienze di vita. Vive, si ammala, soffre e ride.

Vive, sempre, nonostante tutto per preservare la presenza del suo guidatore al suo interno, si ammala non tanto per la sua debolezza ma per la reazione alle esperienze alle quali risulta sottoposto. Molte sere in associazione abbiamo avuto occasione di parlare di malattie terribili come l’innominabile cancro. Il cancro è una malattia, ma è anche la reazione del nostro corpo ad un vissuto che non riesce a reagire alle cose, come se qualcosa dentro di noi cresce senza venir espulso.

Diviene difficile da credere, nessuno di noi ha mai invitato nessuno a smettere di andare dal dottore per andare sulla cima della montagna e tagliare i ponti con gli altri, ma troppo spesso donne che avevano un tumore al seno avevano problemi con i figli, uomini con tumore alla prostata avevano problemi con la moglie.

Quanti di noi accusano male allo stomaco senza ricordare della vita piena di ansia che caratterizza le giornate.

Da questo conto potremmo inserire i nostri figli, tutti quelli che nascono già malati, chi mette gli ingredienti per costruire la loro piccola automobile che deve crescere nel tempo? Quei genitori che stanno vivendo la loro esperienza di vita, in cui chiedono di sperimentare delle cose nella loro parte sottile e generano un corpo che verrà abitato, da un'”anima” che vuole sperimentare la malattia.

Mi è capitato di parlare con un piccolo non ancora nato (tanto diciamocelo, parte delle storie che leggerai saranno anche di questo tipo) e all’augurio di essere grande e forte, mi rispose che la mamma voleva che fosse malato per avere esperienza di Dio, perché LEI avesse esperienza di Dio. Osservo di lontano la sua crescita, ma pare che sia davvero un bambino malato.

Esperienze di vita quindi

Anche questa è vita. Forse da un’angolatura diversa, forse osservata da un piano più alto.

Vorrei rileggere domani tutto quello che verrà pubblicato qui dentro e leggere nelle storie delle persone meravigliose che ho avuto il privilegio di conoscere anche la mia storia, i propositi che il mio “guidatore” si è dato quando si è messo alla guida dell’automobile che sta scrivendo queste parole.

Saranno storie romanzate, con nomi e luoghi cambiati, alcune più in vista alle persone che hanno vissuto questa esperienza assieme a me, altre che forse non sapranno cosa è successo (anche questo fa parte del gioco della vita).

Nessuna pretesa

Come ti ho detto nessuna pretesa, nessun richiamo a nessuna disciplina precostituita, solo esperienze di vita che sono successe. Tutte quante, alcune di loro non sono ancora concluse e ci saranno degli aggiornamenti man mano che succedono. Tutte vogliono testimoniare come tutto torna e come con sorpresa quanto veniva fuori da queste esperienza di vita “su vari piani” tornasse nel piano reale.

Perché lo faccio?

Mi sto ascoltando intanto che scrivo: per me, per te, uno tra i tanti che si sta facendo delle domande senza dover dare dei nomi specifici a Dio, dio, universo, coscienza, Coscienza, Universo. Perché viviamo in un meccanismo perfetto, e quello che sta avvenendo in questa pagina sta già generando delle reazioni nel passato, nel presente e nel futuro, per me, per te che leggi, per te che sei arrivato a questa pagina giusto nel momento in cui dovevi arrivare. Tu sarai un lettore che scriverà delle cattive parole, o sarai qualcuno che vuole sapere ancora qualcosa. Va bene tutto quello che arriverà.

Non so altro al momento, ma credo che ci basti per iniziare da qualche parte e vedere dove arriveremo.

Auguriamoci buon viaggio.

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