Connessi dall’energia

E’ uno spot quello che ho scelto per iniziare questo post, di come siamo tutti collegati. Le due mamme che tengono in braccio il loro piccolo, le somiglianze di diversi habitat per specie diverse, tra le quali anche la nostra. Il video di cui stiamo parlando è quello che ti riporto qui:

 

 

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=uq-8UdOyEp4[/tube]

E’ forse una scopeta stupida o meravigliosa fatta qualche tempo fa e che troviamo spesso nelle attività che facciamo durante le serate “energetiche”. Tempo fa (ormai troppo tempo fa) sono stato alle terme Széchenyi, eravamo tutti lì, a prendere il sole, a fare i percorsi di benessere nelle piscine barocche, tutti in costume, a sorriderci a vicenda intanto che ci facevamo percorrere dalla corrente. “Tutti assieme”.

Ricordate un pezzo specifico del film Avatar? Quello dove tutti sono collegati ad Ewa perchè si salvi la dottoressa? E perchè il protagonista entri nel suo personaggio alla fine? Erano tutti connessi e anche noi che stavamo vedendo il film, in “connessione” a quello che stava succedendo. “Tutti assieme”.

Sesión de Reiki C’è qualcosa che ci collega, credo che si chiami energia e scorre dentro di noi, che la chiamino Mana, Chi o Ki fa poca differenza, ma questa stessa energia è quanto serve a tenere le cellule vive. E’ uno strumento in cui nei fine settimana dove facciamo i livelli di Reiki ne abbiamo conoscenza e anche durante le sere in cui facciamo semplicemente gli scambi. Anche perchè non è necessario che ci sia qualche attivazione, lei scorre dentro di noi e basterebbe fare qualche prova che tutto succede, lei esce da noi e scorre per fare il mestiere che deve fare: tenere noi e tutti gli altri in buona salute.

Stanno uscendo i primi risultati “scientifici” che iniziano a misurare queste dinamiche, e gli ultimi tempi si perdono fino all’inizio del secolo scorso (non faccio della polemica, ma la tanto abusata Meccanica Quantistica nasce ai tempi di Einstein e trovo ancora problemi di condivisione).

Ho trovato un’articolo qui che racconta bene quello che è successo fino ad oggi.

E’ noto già da tempo, che le cellule e i tessuti generano un campo elettrico che può essere misurato sulla superficie della pelle. Ma le leggi della fisica affermano che qualsiasi corrente elettrica genera un campo magnetico corrispondente nello spazio. Dato che questi campi magnetici sono troppo piccoli per essere rilevati, gli scienziati hanno ipotizzato che questi campi non potevano avere un’importanza fisiologica.

Queste idee sono cominciate a cambiare nel 1963. Gerhard Baule e Richard McFee, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Syracuse University, Syracuse NY, rilevarono il campo biomagnetico, progettato per il cuore umano, con due elettromagneti di 2 milioni di Volt di filo ciascuno collegati ad un amplificatore molto sensibile. Nel 1970, David Cohen del MIT, utilizzando il magnetometro SQUID confermò i risultati relativi al cuore.

Nel 1972, Cohen, migliorò la sensibilità del suo dispositivo, consentendo di misurare i campi elettromagnetici prodotti dall’attività cerebrale, intorno alla testa.

Gli esami tradizionali, come l’elettrocardiogramma ed elettroencefalogramma, sono oggi più efficienti grazie ad esami biomagnetici chiamati magnetocardiogramma e magnetoencefalogramma.

Per varie ragioni, lo studio del campo magnetico attorno al corpo, da un’indicazione più precisa della fisiologia e patologia dello studio campo elettrico. La patologia altera il campo biomagnetico. Negli anni ’20 e ’30, Harold Saxon Burr, un importante ricercatore presso la Facoltà di Medicina

Yale University, ha suggerito che le malattie possono essere rilevate dal corpo energietico, prima della comparsa dei sintomi. Egli era convinto che le malattie potrebbero essere evitate alterando il campo energetico. Questi concetti, che prima sembravano troppo prematuri, oggi sono confermati dai ricercatori medici di tutto il mondo. Gli scienziati stanno utilizzando dispositivi SQUID. Altri stanno applicando campi magnetici ad impulso per stimolare le cure. Ancora una volta, le persone sensitive hanno segnalato questi fenomeni da parecchio tempo, ma non esisteva nessuna spiegazione logica del processo.

Noi, che usiamo il Reiki e che lo vogliamo raccontare a tutti ci vediamo di tanto in tanto per i corsi e per le serate di scambio, tutti lo possono fare, e molti sentono dentro di loro che qualcosa cambia, da una giornata molto meno pesante perché banalmente abbiamo capito qualcosa della nostra vita che prima ci sfuggiva a inizi di guarigione che si avvicinano al miracoloso.

La cura non è nelle mani di chi proietta le energie, ma nel corpo di chi le riceve, quando Usui raccontava di “quanto ha ricordato” si esprimeva come di una disciplina che irradia solamente energia e che la consapevolezza di chi la riceve sa dove la deve inserire per le cure che servono. Che cosa meravigliosa, dentro di noi abbiamo tutte le informazioni per curare noi stessi (attenzione, non togliere i sintomi, curare noi stessi, andiamo dal dottore per avere la sicurezza di non essere affetti dai sintomi, è giusto, ma non si cura quasi mai la causa della malattia).

Chiudo questo post con un ultimo video, di un Tiziano Terzani che sto personalmente scoprendo in questo periodo. Ma che dice una importante verità sulla cosa che ci unisce. La lascio dire a lui.

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=DUfOlAnC4F0[/tube]

Dentro di essa tutto scorre! Ciao Amici!

Se vuoi fare qualcosa con noi per imparare….

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