Essere liberi e il downshifting

E’ passato qualche tempo da quando abbiamo pubblicato l’ultimo post. Era giusto qualche giorno prima il seminario che abbiamo tenuto a Torino con il nostro amico Stefano Senni. Nel mentre stanno nascendo grandi novità per il prossimo autunno!

Una chiave di lettura di quanto la nostra giornata sia impregnata di condizionamenti senza nemmeno rendercene conto.

Personalmente, all’inizio del seminario, ero convinto di essere divino, incapace di farmi condizionare, chiaro e distaccato la maggior parte delle volte, eppure dopo una certa serie di test, quando mi hanno chiesto che cosa ci fa un rinoceronte in Danimarca ho scoperto che forse ero anche meno umano di quanto credessi, quasi automobile.

 

Il segreto per essere liberi è capire dove sta la verità

 

Dei due giorni che abbiamo passato assieme mi è rimasto in mente un concetto, quello del dare il giusto peso alle cose, il non farsi prendere dagli altri ma focalizzarsi su di noi e avere chiaro che cosa ci succede attorno come specchio delle nostre azioni. Siamo quello che siamo o quello che gli altri vogliono farci essere?

Il fascino del subliminale, che non sempre è il fotogramma nascosto nella pubblicità, ma anche quel messaggio che i nostri genitori mettono tra le parole, il fatto che non sia mai abbastanza, e che dobbiamo tirare ancora di più per essere all’altezza delle loro aspettative.

Ancora il fatto che il mondo che abbiamo attorno si poggia su delle verità che non lo sono, su consuetudini che alla fine diventano consolidate come verità.

Vogliamo fare qualche esempio? Partiamo dall’alto a parliamo del celibato del clero italiano (alla parola cattolico ci sono ancora delle differenze da prendere in considerazione tra Europa e sud America) nessuno ha sposato né Dio e né Cristo, ma semplicemente dal medio evo, per impedire che i preti potessero passare ai figli i beni accumulati è stato posto il divieto (c’è una bella discussione qui).

Omosessualità come malattia, falso, è una caratteristica particolarmente riscontrata anche in natura, che siano branchi di lupi o altro, alcune informazioni sono qui.

La domenica è un giorno di riposo per i paesi che si chiamano cristiani, ma arabi e ebrei hanno ritmi completamente diversi, andiamo a chiedere a tutte quelle persone che lavorano in multinazionali di import export e ci potremmo fare un’idea.

Sono piccole cose, ma che raccotano di un mondo molto meno immutabile di quanto sembri.

 

ll segreto per essere liberi è sapere se i desideri che abbiamo sono i nostri

 

Tutte le mattine ad una certa fermata del Bus trovo un certo numero di persone, tutte dello stesso tipo, vestite bene, capelli stirati, donne con occhiale da diva di Hollywood. Lavorano tutte nella stessa multinazionale. Gente che spesso rende conto per quello che fa agli altri, per essere alla loro altezza, per essere all’altezza dello status che quell’azienda si aspetta da coloro che ci lavora. Come faccio a saperlo? Non lo so, immagino, ma tutte sono vestite alla stessa maniera.

Ad un altra fermata salgono mamme che portano i figli a scuola, molte di loro sono mussulmane con la testa ed il collo coperto. Perchè alcune donne devono essere coperte, per non essere sconce? Sono quelle donne ad essere sconce o gli uomini che le guardano? O ancora la trategia di altri ancora che dipingono uomini e donne come animali incontrollabili da ammansire nel ricatto? Non sappiamo dare una risposta.
Il buon senso le direbbe che in una mattina di luglio con afa e sole a picco avere un po’ di aria sarebbe meglio. Eppure il senso di colpa (chiamiamolo anche freno, impotenza) di quelle donne trasforma forse un “tabù” in una verità invalicabile.

 

Il segreto per essere liberi è essere nel momento giusto al posto giusto.

 

Personalmente lo sto scoprendo nel piccolo viaggio che sto facendo con pochi intimi nelle serate Oloquantiche (di cui parleremo fra qualche giorno). Un momento in cui assieme a suoni e acqua stiamo vincendo queste verità che paiono sempre inviolabili.

 

Il segreto per essere liberi è dare il gusto peso alle cose

 

In America, maniaca del supercontrollo e che deve dare un nome a tutto, lo chiamano anche downshifting, o decluttering ( le spiegazioni sono qui e qui) in cui ci liberiamo di tutto quello che non ci serve.

Alla fine di questi due giorni di segreti svelati mi è tanto nata la voglia di capire ancora meglio che cosa sta dietro a questi termini.

Qualche tempo fa ho letto i libri di Simone Perotti  con il suo Adesso Basta e Avanti tutta (Chiarelettere), ho appena finito di leggere Italia Low Cost della coppia Astone e Lacala (Aliberti) dove non solo fronteggiamo la crisi ma forse cominciamo a vedere i contorni di un mondo nuovo, di persone che stanno cercando con grande forza di reagire.
E la reazione non è tanto verso la crisi globale, ma portare significato e non essere schiacciati in un meccanismo che gira velocissimo e che porta abbondanza solo a certe persone. Essere liberi e fare lo sforzo di fare chiarezza su quello che vogliamo dalla vita, la nostra.

Sono più libero, e voi?

Il fine settimana faccio il pane in casa, con la pasta madre, tutte le mattine faccio colazione con Yogurt fatto in casa (e questa settimana proviamo a farlo con il latte di capra) e cereali. La pasta che si mangia per la festa è fatta in casa mentre l’altra è integrale.

Non passa quasi mai carne.

Finalmente sono arrivato a pesare esattamente quello che il luogo di lavoro si aspetta da me. Mi dava fastidio non tanto non aver ottenuto qualcosa, piuttosto il fatto che un’altro avesse quello che volevo io.

Ho incontrato persone che lavorano ad orti sinergici, per produrre verdura biologicamente sana, il prossimo mese ci incontriamo per un gruppo di acquisto solidale.

Ogni tanto faccio anche dello sport, poco, ma che mi permette di essere in salute.

E c’è un’associazione nella quale sto cercando di contribuire, nutrirmi di quello che viene raccontato e insegnato. Trovo nutriente anche la reazione delle persone che vengono, che cercano di capire come me. E mediamente sono persone che hanno capito una cosa importante: che il segreto per essere liberi vuol dire prendersi la responsabilità di esserlo, qualcosa che non ti danno gli altri.

Il viaggio della nostra piccola Unique-verse Associazione Culturale dura ormai da sette mesi, ma ha già ottenuto qualcosa che per me è inestimabile: un po’ più di libertà. Ed il prossimo autunno sarà ricco (di eventi) e bello!

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