Avere il coraggio di conoscere

Il tema portante del viaggio che stiamo facendo assieme non è tanto la conoscenza in sé ma il coraggio: quello di abbracciare idee nuove e avere la mente sufficientemente aperta per ascoltare senza idee preconcette o legami frutto di condizionamenti. E ogni volta che siamo usciti dal nostro solito punto di vista abbiamo trovato cose sorprendenti.

E’ una bella scommessa anche nel senso negativo tra coloro che reagiscono in maniera negativa a questo viaggio di scoperta.

Lavori per raccontare qualcosa, una situazione, delle informazioni che cerchi di documentare come plausibili, pronto a discutere e ti trovi davanti altri che alla stessa maniera vogliono smontare quanto stai facendo. Anche loro ti raccontano, ti documentano, forniscono delle fonti, eppure quelle sono migliori delle tue, quelle sono più vere.

Forse avere il coraggio di conoscere vuol dire accettare tutto il contesto, scavare il plausibile e a volte anche il non plausibile. Siamo in una materia che richiede tempo per capire, per trovare metri di misura che non sono ancora stati inventati. Chiniamo la testa e contribuiamo tutti!

Approciamo la cosa da due angolature diverse.

 

Conoscere dalle cose “serie”

 

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Stefano Senni, in una conferenza che ha riesumato la parola “The Secret” (Vecchia! Ci sono cose molto più interessanti! Spazzatura per occidentali! … ma anche la maniera di raccontare a questo occidentali un concetto nella sola lingua che conoscono!).

In quella sala che ha raccolto più di settanta persone(!) abbiamo parlato non tanto di legge di attrazione, piuttosto legge di co-creazione.

Se vogliamo ottenere una cosa la otteniamo, non sempre la domanda è quella giusta. Se vogliamo qualcosa che interessa anche altri, allora creiamo tutti assieme. Se vogliamo qualcosa che va contro il desiderio di tutti gli altri, la situazione diviene complicata e deve essere molto chiaro cosa vogliamo, anche per gradi.

Andando indietro nelle settimane abbiamo passato una domenica assieme a Manuele Baciarelli in un seminario introduttivo sull’Enneagramma con una variante sulla malattia. Abbiamo scoperto tanti aspetti della nostra personalità e con forza abbiamo guardato in faccia ad alcuni dei nostri limiti. Abbiamo anche scoperto come il vivere dei conflitti produce ulcere, tachicardie in cui la medicina lenisce il sintomo ma non sistema la causa. E’ tutto vero? O è tutto falso? Non importa solo tenere presente questi insegnamenti ed usarli quando serve? Se non fanno per noi passiamo ad altro! L’importante è il risultato invece dell’approccio accademico alle cause no?

 

Conoscersi dalle cose “piccole”

 

Qualche tempo fa, per una vacanza verso Verona sono andato a Sirmione. Una passeggiata in una giornata di sole.

Intanto che passeggiavamo abbiamo incrociato due donne che parlavano di “male”, di malattie ed ospedali e del fatto che una di loro doveva fare tutto, e perchè se non lo faceva lei, nessuno dei suoi parenti avrebbe mai mosso un dito! Lei era sul forte a proteggere le cose giuste. Perchè lei era quella che doveva fare tutto e tirare la mussa!

Il suo barboncino mi ha morso! Anche lui proteggeva.

Niente è mai come appare, ma ho avuto la sensazione che non era colpa del cane, ma della donna.

Quattro anni fa abbiamo allevato un gattino da soli, la mamma era troppo strana per allattarlo. Abbiamo fatto i turni per allattarlo con il latte artificiale, e per la paura che avesse il cattivo destino della sorella che non è riuscita a sopravvivere, abbiamo fatto i turni per le poppate, per i bisogni che dovevamo fargli fare massaggiando la pancia. Me lo mettevo nelle mani con la pretesa che il loro calore lo facessero stare bene, e avevo anche la pretesa che un pochino di energia lo fortificasse. E’ diventato forte, ma anche pieno della stessa amarezza che avevo in quei giorni, affaticato dal lavoro, cervellotico e invidioso.

Il piccolo Jimmy è diventato isterico come me. Ho smesso di esserlo, ed anche il piccolo Jimmy è migliorato.

Anche questa è legge della co-creazione, il fatto che quello che facciamo ha sempre delle reazioni attorno a noi, in maniera macroscopica, come in quella sottile (questa parola è uno strano minestrone di aspetti!). Per questo conoscere diviene importante, per capire, e secondo me anche per vivere meglio! Non è sempre facile. Ma non impossibile.

Alla fine di Maggio, il seminario che stiamo organizzando con Stefano Senni è proprio per liberare il potenziale, per darci il coraggio di procedere. Post e form di prenotazione sono pronti, pubblicati presto.

 

Come sempre si accettano commenti!

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