Le malattie e criteri scientifici

Faccio come Travaglio quando faceva i passaparola, questo post esce oggi ma è stato scritto qualche giorno fa, l’8 febbraio, dopo la mia seconda volta agli incontri di Gabriella Mereu della quale abbiamo già parlato qualche tempo fa qui.

La Mereu può essere definita di tutto tranne che di mezzi termini, capace, chiara, che parla della sua esperienza.

Come la precedente conferenza di Ottobre non ci sono state smancerie di presentazione di libri, semmai qualche accenno ai suoi seminari giusto per dire che dobbiamo imparare a fare da soli, curarci da soli perchè spesso quello che ci viene diagnosticato è una stima, un’idea, si cerca di capire usando medicine e macchine, senza approfondire che non sia tutto dettato da qualche cosa di psicosomatico che rende inventata la malattia. Nella maggioranza dei casi va bene, ma non sempre.

Successivamente le persone si sono presentate per avere risposte al loro problema.

 

Le verita’ dei dottori e le malattie inventate

 

Questo è stato il tema che ha scaldato l’audience soprattutto quando qualcuno della platea ha alzato la mano parlando di AIDS (al secolo: Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, definita da Wikipedia qui come un “insieme di manifestazioni dovute alla deplezione ossia la diminuzione del numero di linfociti T derivante da infezione con virus HIV-1 o HIV-2”). Le è stato sottolineato che “ affermare che questa malattia non esiste è una frase forte”. Questa affermazione è stata ripresa da una ulteriore persona che si è presentata come infettivologa.

La risposta è stata che le morti degli affetti da virus dell’AIDS sono state per patologie specifiche, dire che siano morti per AIDS non significa niente. E’ stato nominato anche Peter Duesberg che a seguito degli ultimi convegni sull’AIDS si sta dimostrando che il coinvolgiemtno del virus dell’HIV sia marginale.

Ad onore del vero AIDS significa deficienza del sistema immunitario e i deceduti lo sono stati per tumore o altre malattie specifiche.

Le cure che stanno nascendo lavorano a mantenere in funzione il sistema immunitario, possibilmente disattivare il virus. E che spesso diamo per scontato tanti termini senza sapere.

La Mereu stessa ha affermato di aver avuto alcune persone che hanno rifiutato di sottoporsi alle terapie contro AIDS ed adesso stanno bene. Perchè quella malattia, per lei, non esiste.

 

La verità e i criteri scientifici

 

Io curo le persone e voglio che stiano bene, non ho criteri scientifici!” questa è stata la frase che ha portato il silenzio sul tema nella platea (anche se ci sono state altre discussioni tra i partecipanti facendo volare anche qualche appellativo).

Il benessere delle persone è il fatto importante.

Non sono certo all’altezza di sostenere un discorso “da dottori” ma quello che in questo viaggio di conoscenza sta emergendo, e che mi piace poco, è il fatto che ci sono due fronti:

  1. i dottori per automobili: coloro che trattano in maniera settoriale il problema, è un virus e quindi ci sono certe terapie da fare
  2. dottori olistici: non è per nulla detto che “siano tutti gli altri”, coloro che hanno realizzato che siamo sistemi molto più complessi di un’automobile e che spesso quello di cui siamo affetti è la somma di tante cose non sempre legate con l’anatomia o la fisiologia in senso stretto.

Mi fa molta specie quella ragazza che ad un certo punto della serata arriva, racconta di grattare compulsivamente la parte della mano sotto il pollice la sera prima di andare a letto, e poi scoprire con la terapia verbale che ci sono dei sensi di colpa per una perdita molto dolorosa.

E anche la chiromanzia parla del pollice come il dito degli affetti, e la medicina cinese (che affonda le mani in questa pratica per la “diagnosi” racconta che ci passa il meridiano del polmone, a cui è associata la paura, e gli affetti.

A parte alcuni presenti che pareva fossero ad una puntata di Zelig a ridere per i modi di questa donna dal temperamento forte, ho avuto di nuovo l’impressione che tra il pubblico non ci fosse traccia della consapevolezza evocata dalla Mereu, sul capire che cosa abbiamo e prenderne atto.

Non è un:

  1. vai da lei,
  2. ti dice la frase che sprogramma la convinzione e la malattia psicosomatica
  3. poi abbiamo finito.

E’ un realizzare anche che quello che ci succede è in mano a noi, il nostro corpo reagisce alla nostra coscienza. La responsabilità della malattia è nostra.

Ed invece, se poi la frasetta non funziona, la Mereu la santona, o la cialtrona ha sbagliato e va punita.

 

Continuando sulla consapevolezza

 

Dicevamo che noi siamo al centro del discorso, non la “patologia”, questa parola che ci mette al riparo da tante colpe.

La nostra medicina è basata sull’abnegazione di alcuni a cercare il funzionamento delle cose ed altri a vendere una soluzione, ma possiamo cercare ancora?

Quanti di noi, per una malattia fanno il digiuno? Fa male non mangiare o fa altrettanto male far spendere le energie nella digestione quando le dovrebbe convogliare tutte a curare se stesso?

La consapevolezza è forse avere la voglia rimettere il problema nelle nostre mani (e non in mano alla medicina, quella che devi prendere) ed avere l’umiltà di tentare anche altre strade.

Ogni caso ha la sua specificità, è bello sapere che tanti sono risolti dalla medicina convenzionale, ma farei qualche pensiero a quelli che la medicina non cura, e non sono solo alcuni tumori. Tante sere mi guardio su Realtime “Malattie imbrazzanti” e anche a me imbarazza il fatto che ci siano tante patologie che non hanno una cura con la medicina convenzionale.

 

Parlando di HIV

 

Prendo questo pezzetto dal sito della Terapia verbale.

 

HIV e AIDS 2011: la nuova visione dopo il congresso di vienna:

Nel Luglio del 2010 a Vienna si sono tenute due Conferenze sull’AIDS che hanno segnato un punto di svolta nella concezione della sindrome e nel ruolo del virus HIV. Dopo le dichiarazioni di numerosi scienziati, tra i quali il premio Nobel Prof. Montagnier, l’attenzione dei ricercatori si sta focalizzando sul sistema immunitario ed il ruolo del virus HIV viene progressivamente rivalutato. La visione che ne emerge è sostanzialmente in accordo con la tesi proposta molti anni fa dall’insigne virologo Prof. Peter Duesberg che sostiene ed ha dimostrato come il virus HIV non sia la causa dell’AIDS ma un semplice virus passeggero indicativo di una immunodeficienza pre-esistente e dovuta ad altre cause.

 

Altre informazioni direttamente dal sito di Peter Duesberghttp://www.duesberg.com/.

 

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E voi che ne pensate?

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