Acumanzia

Per la serie delle mantiche arriviamo con una nuova pratica che, secondo la definzione data da soprannaturale.it, era in uso in Europa sia tra i romani che i germani.

L’Acumanzia viene definita come segue:

Prarica divinatoria fondata sull’esame di un mucchietto di spilli gettati a caso. Gli spilli possono essere sostituiti da steli di piante, bacchettini, fiammiferi, stuzzicadenti ed altro. Tra i popoli primitivi ci si vale spesso di ossicini. E’ pratica antica, in uso anche, secondo Tacito, fra i Germani del suo tempo. La disposizione degli spilli o altro è probabilmente una forma di Appoggio per l’indovino.

Sul sito dell’Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica viene anche detto che ricorda l’astragalomanzia (fatta con le ossa animali) come tutte quelle divinazioni basate sulla nostra interazione con le probabilità di mostrare la risposta disponendo a caso degli oggetti.

Quando sono gettati gli spilli sul piano per l’interrogazione, in funzione della forma che assumono viene formulata la risposta.

Cercando, per la rete e pubblicazioni, non c’è tanto materiale tranne alcune pratiche come quelle che sono riportate qui, che sono state tramandate o che fanno parte di pubblicazioni difficili da trovare come “Il libro dei misteri” di Yacinto Yarìa.

Viene raccontato che il poco materiale è spiegato dal fatto che questa pratica mantica è sempre stata vista oscura e con grande timore per la forma degli oggetti con i quali viene praticata, “aghi e spilli hanno sempre rappresentato nella storia di ogni civiltà un simbolo temuto e superstizioso, arcaico e repulsivo”.

Anche in questo caso (considerando sempre di essere nella migliore delle condizioni di interazione con le probabilità) non è solo questione di forme e numeri, ma il risultato viene inteso anche con gli elementi richiamati nella testa di chi fa l’interrogazione.

Se gli spilli assumono una certa forma, la documentazione sul tema potrebbe dire alcune cose, ma in ogni caso il significato migliore è il simbolo che viene alla mente, strettamente relazionato alla domanda e alla persona che ha fatto la richiesta.

Insomma, quegli spilli assumono la forma di un fiore? potrebbe significare che le cose andranno meglio, ma quel fiore potrebbe anche essere associato un ricordo caro, una forma di archetipo che risiede nell’immaginario e nella storia di chi fa la domanda. Il fiore forse ha la forma di quella pianta che ho lasciato morire quell’estate dimenticando di innaffiare le piante di mamma. E allora il significato potrebbe essere un richiamo ad un maggiore rigore?

La divinazione è basata su una domanda piena, fatta di parole, di pensieri e desideri, che ci porta in un certo luogo. Anche questa volta.

Per coloro che sono alla ricerca di libri introvabili come il “Il libro dei misteri” di Yacinto Yarìa forse abbiamo fortuna qui, il sito di una libreria di Roma che potrebbe aiutarci assieme alla solita ricerca per mercatini.

Ho trovato anche quello che segue della Pendragon, uscito a gennaio 2010 di Maria Luigia Ingallati, esperta di grafologia, chiromanzia e astrologia.

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