Oloquantica: dalle cellule alla coscienza

Siamo pronti per l’evento ed incontrare Carla per una conferenza di apertura. Per adesso possiamo dire che è fissata per il 2 Marzo 2012 a Torino, fra qualche giorno tutti gli altri dettagli.

 

E’ passato ormai un mese da quando ho iniziato il “detossinamento” con le acque che mi ha lasciato Carla Fleischli Caporale quel 6 gennaio in cui ci siamo visti in una Torino calda e ancora soleggiata. Ed ammetto che sono successe cose interessanti, al punto che metteremo in calendario una conferenza con lei, possibilmente un gruppo di discussione.

Anche perchè il meccanismo che queste acque innescano (assieme all’ascolto di specifiche musiche che riproducono suoni naturali) è molto interessante.

Oloquantica, come viene chiamata è un processo che non solo lavora sulle nostre convinzioni ma agisce a livello cellulare utilizzando acque “programmate” per togliere le tossine, portare l’equilibrio e la coerenza vibrazionale.

Oltre alla video presentazione che riporto sotto ci sono maggiori informazioni su questo trattamento qui e sul metodo Oloquantico qui.

Ricorda i processi di passaggio delle informazioni all’acqua che abbiamo visto qui con Masaru Emoto, ma le differenze stanno sulla risonanza che viene innescata generata con l’uso  di alcune pietre specifiche note per la loro capacità depurare le cattive energie che si generano nel nostro corpo.

 

La prima volta che le ho bevute le ho sentite salate, anche questo dovrebbe avere un singificato (nella guida che viene lasciata durante i gruppi di incontro alcuni hanno affermato di sentire sapore di marcio) anche se una strana frenesia è iniziata direttamente la stessa mattina, ancora prima di incontrare chi me le ha date.

Il fatto che le abbia sentite salate si riallaccia forse ad un lavoro con le cose dolci che ho fatto qualche tempo fa e che ho documentato qui, e da qualche tempo sono soggetto anche a nuovi attacchi di gioia, proprio quelli che ho sentito quando ho iniziato la meditazione del respiro o quella del chakra del cuore. Ma sono partito da quelli di ira, spaventosi, situazioni che trovavo assolutamente inaccettabili e che mi hanno fatto pensare tanto al concetto della coerenza, il fatto che non fosse possibile chiedere all’esistenza certe cose e poi essere arrabbiati perchè altre non sono arrivate.

Non sono ancora uscito da questo processo, ho ancora attacchi di (falsa) etica (leggasi ira), di cose che altri pensano dovrei avere, ma gli attacchi di felicità sono di più.

Ad un certo punto del trattamento ho sentito le cose succedere, la forza di capire cosa fosse meglio o peggio e che questa opera di pulitura stava effettivamente producendo risultati.

Come sempre tengo presente condizionamenti dettati da quanto sto apprendendo, ma quell’opera di liberazione dalle energie tossichebl’ho trovata così presente.

 

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=mvv-x-_KqiA[/tube]

 

Sta andando a calendario una conferenza introduttiva sul tema di cui pubblicheremo la data molto presto, gli altri eventi di Carla sono qui se qualcuno partecipa già ai suoi gruppi, mi piacerebbe avere un feedback.

Informazioni su questa studiosa le potete trovare sul suo sito qui.

 

Aggiornamento

 

Credo di non aver fatto una bella descrizione del lavoro energietico al quale mi sono sottoposto con le acque oloquantiche. Forse la fretta, e forse, malgrado tutto, ancora la poca dimestichezza nel descrivere i meccanismi sottili che ci legano al mondo circostante. Ho sentito prendere forza dentro di me, gente che mi ha detto che la mia voce è diventata più risoluta.

Vi è mai capitato di fare una passeggiata in mezzo alla natura quella giornata in cui la vostra voglia di scappare da quella gabbia puzzolente di cemento chiamata città è stata accontentata? Camminare giusto in mezzo a qualcosa di naturale nel momento in cui ne abbiamo bisogno, senti il momento perfetto, i fili d’erba sono accoglienti, hai anche la sensazione che gli uccelli cinguettino per te. E’ quel “momento” in cui siamo tornati in contatto con qualcosa di nostro che spesso mettiamo da parte per un quotidiano da uno strano perimetro.

Venire in contatto con le acque oloquantiche è stato forse come immergersi in quel qualcosa di naturale che pian piano la vita ci logora, acque che lavano via quella patina di sintetico che ci si genera addosso. Non abbiamo titolo per chiamarla cura, non lo è, ma forse è giusto quell’aiuto che ci serve perchè altre cure vengano fatte, la guarigione molto spesso parte dalla nostra testa, cosa che non succede perchè siamo chiusi a qualsiasi stimolo che ci induca ad aprire gli occhi, diamoci allora la possibilità di camminare in mezzo alla natura e riprendere le cose come devono essere seguite.

Effetto placebo o meno per me, fino ad adesso è stato così. Davvero.

 

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