Sigaretta, dolci e paura

Tutto è iniziato a Praga e finito a Torino. Iniziato qualche settimana dopo aver letto e studiato una vecchia pubblicazione della guarigione sullo Theta Healing™ di Vianna Stibal e finito dopo aver letto la Terapia Verbale di Gabriella Mereu.

 

Tempo di ferie

 

Siamo arrivati a Praga un caldo pomeriggio di Settembre con una fame da orso e siamo andati di corsa trovare qualcosa da mangiare. Giusto qualche metro prima del ponte Karluv (ah, il meraviglioso ponte Carlo pieno di banchetti, americani, giapponesi, marionette e fantasisti) abbiamo adocchiato una pizza da asporto e ce ne siamo presi due pezzi a testa, giusto per fermare lo stomaco.

Al primo boccone ho sentito entrare un oggetto estraneo, a parte il fatto che quella pizza era veramente cattiva e fatta male, ho proprio sentito che sicuramente quella “roba” non era compatibile.

Niente vomito, niente male alla testa, insomma tutto faceva presagire che le ferie erano cominciate.

Mi sono alzato la mattina successiva con le mani gonfie e che prudevano, mi sono guardato le braccia ed ero pieno di piccole vesciche rosse pruriginose. Ecco fatto, le ferie era cominciate ufficialmente.

 

Ho usato le onde Theta per eliminare le tossine

 

Avendo appena finito di leggere una delle prime edizioni di “Work with god” di Vianna Stibal che parla della guarigione con le onde Theta ho pensato: quale maniera migliore per provare questo strumento. Ho fatto come si recita nel libro: (secondo loro devo avere anche l’attivazione del DNA per fare questo lavoro) sono riuscito ad uscire da me stesso per raccogliere l’energia necessaria per convincere il mio corpo a combattere quanto lo stava inquinando.

Ho lavorato su di me per una buona mezz’ora intanto che cercavo di non dare dell’occhio tra il Ponte Carlo alla piazza dell’orologio.

Non è stato tanto faticoso concentrarsi in pubblico senza essere disturbato, i turisti erano tutti talmente indaffarati a farsi fotografare anche a fianco dei barboni che non è stato tanto complicato non dare dell’occhio.

Per la cronaca di questa gita mi ha colpito particolarmente un aspetto: Praga è solo la città vecchia, gremita di gazebo strapieni di turisti che masticano e bevono, il trobettiere che suona a tutte le ore, gli apostoli di legno che escono a tutte le ore nella torre dell’orologio; appena fuori, al museo di arte moderna eravamo i soli stranieri in un museo vuoto.

 

Col comando sbagliato ho fatto la cosa giusta

 

Tornando a noi, durante la pratica di guarigione ho fatto un’errore nel formulare il comando al mio corpo, e sbagliando ho fatto la cosa giusta per quanto è successo dopo.

Passano giusto 10 minuti dalla fine della mia seduta che prendo il pacchetto delle sigarette e ne metto una alla bocca, due boccate e ho sentito distintamente lo stomaco rovesciarsi. Anche la sigaretta era tossina che il mio corpo doveva combattere e per quello l’ho spenta nemmeno alla sua metà.

Ho cominciato ad intuire di aver smesso di fumare.

La storia non finisce qui, tutto il resto della settimana di permanenza è stato in assenza di sigarette, mi ero portato due pacchetti nella valigia che sono tornati a casa esattamente chiusi come li avevo messi.

Tornato il sabato ho visto amici e mi sono portato le sigarette. Hanno fumato solo loro per quanto ci abbia provato.

 

Ma mancava ancora qualcosa

 

Dopo qualche settimana sono arrivato all’incontro con Gabriella Mereu a Torino e la sua Terapia Verbale, e ho continuato a pensare al fatto che, per quanto l’abbattimento del vizio della sigaretta fosse una ottima cosa, non fosse ancora finita perchè era solo parte del problema.

La sigaretta spazzava la nebbia che avevo nel cervello in un momento in cui ero sempre stanco, anche la mattina appena sveglio. Per quanto l’aver smesso di fumare mi avesse liberato di un problema adesso dovevo scoprire cosa generava la nebbia e la stanchezza che appesantisce il corpo.

Quale pazientese usare per spiegare la cosa?

Dopo alcuni giorni alla fine di una festa con tante cose dolci da mangiare mi sono accasciato ed addormentato subito tranquillo. Ho realizzato che ogni sera mi viene la pazzia e devo mangiare qualcosa di dolce, qualcosa che mi ovatta la testa. E perchè mi ovatto il cervello? I dolci mi allontanano la paura di scoprire di essere un perdente come mio padre che parla sempre e alla fine non fa niente.

Eliminare la convizione di essere un perdente! come sprogrammare la convinzione?

Ci ho pensato ancora per qualche giorno fino a che una sera non sono arrivato alla convinzione di vedere tutti quelli che giudicano seduti sulla tazza del cesso intanto che mi puntano il dito.

Ecco fatto!

Ad oggi, a tre mesi dall’inizio di questo processo di pulizia della mia parte emozionale (e forse di altro che probabilmente comprenderò) continuo ad avere una brutta sensazione allo stomaco quando mi offrono una sigaretta, mangio i dolci quando è il giorno della festa ma alla sera la pazzia non mi è ancora venuta e spesso vado a correre con tanto gusto.

 

Quelle mie letture

 

Queste letture hanno fatto qualcosa? Credo di si.

Pare che sia tanto vero si quanto dice Rhona Byrnes con il suo The Secret oltre che libri come quelli sulla PNL di Richard Bandler che raccontano che il nostro cervello non è altro che un computer capace di fare cose prodigiose, persino disporre ed interagire con elementi come lo spazio ed il tempo per far avvenire cose o far reagire il nostro corpo rendendolo capace di guarigione.

In tutti i casi è avvenuto qualcosa in un momento in cui era chiaro nella mia mente l’obiettivo che volevo conseguire. Indipendentemente da quale sia la disciplina da usare.

Se noi avessimo chiaro in mente quello che vogliamo che mondo sarebbe?

Facendo il discorso al contrario, allora se non siamo chiari con le domande allora arriva qualcosa che non vogliamo.

Quindi, ancora, abbiamo sempre quanto chiediamo? Quando lo facciamo modifichiamo la probabilità che avvenga un evento invece di un altro? Il mondo è fatto da striscie potenziali di realtà fino al momento in cui scegliamo?

 

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Siamo molto altro di quello che sembriamo. Siamo qui per essere creatori.

 

Meditare gente, nel senso generale del termine, in quello specifico forse ancora meglio. Ne riparliamo quando la lettura de “Il libro arancione” di Osho è finita.

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